Berengo e Millozzi al Vintage Festival di Padova

ELY_5177Emozionante l’incontro con due grandi figure della fotografia italiana al Vintage Festival 2015 di Padova.

Il prof. Millozzi conduce un’interessantissima intervista a Gianni Berengo Gardin, amico dell’Autore ligure fin dai tempi della loro presenza attiva presso il Fotoclub “La Gondola” di Venezia.

Si parla di buona fotografia (quella di contenuti, e non solo di forma), della necessità di raccontare storie, realtà, frammenti di vita, senza alterare gli scatti con l’ausilio di photoshop. Ci viene spiegata la differenza tra una foto ed una immagine: quest’ultima, modificata al computer, altera la nostra visione della realtà, ci imbroglia, è un falso storico. La discussione ci fa poi riflettere sul “consumismo fotografico” dei nostri tempi, dove “il mezzo” è alla portata di tutti, coi suoi automatismi, preimpostazioni. Ci si arroga il ruolo di fotografo senza aver fatto la necessaria gavetta, senza essere interessati a conoscere più a fondo questo mestiere, di fatto bistrattato. Traspare in Gardin l’entusiasmo sempre acceso verso progetti nuovi,  lo studio degli scatti di altri fotografi con l’umiltà che caratterizza i veri Grandi Maestri.

Ascoltare Berengo riporta a galla il sentimento primordiale che ci spinge a fotografare: la necessità di ricordare e di farlo con testa, dando importanza alle azioni, all’intimità della scena che si va a ritrarre, mostrando il nostro personale punto di vista.

Essere presente a questo incontro con i soci ed amici del Fotoclub Ruzante di Pernumia, ha dato ancora più valore alle parole di Gardin che col Prof. Millozzi sottolinea l’importanza di questi circoli amatoriali, dove la passione viene coltivata con esperienze di sana condivisione di cultura, amicizia, supporto ed incoraggiamento.

Un plauso alla scelta della formula di “chiaccherata tra amici” che ha reso ancora più piacevole l’incontro, togliendo la possibile aurea accademica che spesso accompagna le uscite di Autori noti.

I brillanti protagonisti, nonostante l’età, han saputo dimostrare tutta la loro vivacità intellettuale dimostrando quanto sia necessario uno spirito aperto ed attivo per essere, nonostante “i bianchi e neri analogici”, perfettamente moderni e carismatici.

 

 

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