Expo Milano 2015 – nutrire il pianeta … con la retorica!

ELY_3339Si stima che circa tre miliardi di persone vivano con meno di 2,5 Dollari al giorno.

Expo Milano 2015 nasce col nobile compito di far soffermare il visitatore sul problema nutrizionale, sottolineando la necessità di cibo per tutti con caratteristiche di sicurezza e qualità. La produzione auspicata e pubblicizzata vede la messa in campo delle più alte tecnologie offerte da ogni singolo Paese partecipante, rivalutando, per quanto possibile, il nesso uomo-terra e  fissando, in primis, il principio di “sostenibilità ambientale”.

L’intento è sicuramente attualissimo e lodevole. La fame nel mondo, nonostante il progresso, non diminuisce e il dilagare di periodi di siccità sempre più importanti è tangibile anche nella nostra “civilizzata Europa” .

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Purtroppo, a mio avviso, c’è un forte divario tra i buoni propositi in premessa e l’effettiva riflessione promossa da questo Expo. Di fatto, ho trovato stimoli verso un pensiero critico solo nel padiglione svizzero e nel padiglione Zero, punto d’ingresso dell’esposizione.

Forse è proprio il modello di vetrina internazionale allestita come un parco di divertimento a dover essere svecchiato. Gli intenti andrebbero meglio illustrati, senza riempire i padiglioni di falsa retorica e di inspegabile gara che mira a dire quanto “siamo bravi”. Mi han soprpeso molto i paesi più poveri: hanno “dimostrato” il loro progresso tecnologico in ambito agricolo, senza tener conto che la loro popolazione, nonostante ciò, vive perlopiù sotto la soglia di povertà. Inoltre ho avvertito un’autocelebrazione reboante di politici e scienziati locali. Pochissime critiche al perchè certe problematiche ambientali (la siccità, in primo luogo) siano così estese, con ripercussioni drammatiche per la popolazione locale. L’esperienza è stata comunque molto piacevole, forse proprio per la poliedricità di forme architettoniche ed installazioni che hanno catturato piacevolmente la mia attenzione.

La mia visita all’expo, vista l’ampiezza del sito, si è sviluppata in due date distinte non riuscendo comunque a vedere tutti i padiglioni. Cercherò di darne qui sotto una breve impressione.

AREE TEMATICHE

Il padiglione Zero descrive l’evoluzione dell’uomo e ne fa memoria attraverso il richiamo dei principali avvenimenti della storia. Non mi ha entusiasmato moltissimo la sua fattezza, all’inizio: una imponente biblioteca a cassetti, in stile rinascimentale, rappresenta una simbolica catalogazione degli alimenti seguita poi da troppi plastici che potevano essere sostituiti da eserienze visive più interessanti. Onestamente, a suon di riproduzioni in miniatura, cercavo disperatamente l’uscita …. fortunatamente il percorso era obbligato e non mi sono dunque persa il finale; la sala della Borsa. Vengono quotati i valori degli alimenti, il tutto presentato come accade nelle principali Borse, dove di fatto si compra il nulla. Un bel contrasto. Diamo il giusto valore alle cose. Da qui si passa ad un’area che sottolinea gli sprechi alimentari: consistenti ed inspiegabili, frutto di questa nostra società votata al consumismo estremo.

Altra esperienza piacevole è stata il Future Food District, ossia la COOP tecnologica (Supermarket). Si mostra come tendenzialmente evolveranno i supermercati, attraverso un'esperienza d'acquisto più consapevole nella quale viene dato maggior valore alla filiera produttiva. Onestamente mi aspettavo qualcosa di più "spaziale". Toccando i vari prodotti appariva la loro storia su uno schermo. Tutto qui. E non sempre questa app funzionava....

Polemicamente, visti i prezzi dei piatti negli stand gastronomici presenti all'Expò, questo padiglione poteva essere un'ottima alternativa al panino portato da casa (tristissima cosa per un evento nel quali il "cibo per tutti" è alla base delle considerazioni!).

Qui si vende un pò di tutto, c'è dunque la possibilità di fare una spesa "vera" e completa. Mi domando chi porterà a casa il pacco di "carote, olio, carta igienica" comprata all'expo. E poi la spesa se la portano appresso durante tutta la visita? Macchine robotizzate (lentissime) imbustano mele ... che io (consumatore) non posso scegliere (e palpeggiare come fanno le brave massaie prima dell'acquisto) ... quindi meno dipendenti, meno occupazione, meno scelta. Bel progresso ... con tutto il rispetto per gli ideatori.

PADIGLIONI

Parlerò solo di quelli che son riuscita a visitare. Il sito ha un'ampiezza tale che è difficile, nonostante i due giorni di permanenza, visitarlo tutto.

ELY_3386Come dicevo, uno degli interventi meglio riusciti, a mio giudizio, è il padiglione svizzero. Quattro torri con un pavimento fluttuante, spartane ed essenziali. All'interno si accede attraverso un ascensore che trasporta fino al piano in sommità ... all'interno tanti scatoloni con caffè, bicchieri per l'acqua, sale, frutta essiccata; generi alimentari simbolici. Ogni visitatore può prendere quello che ritiene più opportuno. Il padiglione si svuoterà giorno dopo giorno e starà alla coscienza di ognuno lasciare "del cibo" anche per gli altri... esperienza davvero interessante. Il pavimento man mano si abbasserà per rendere accessibili altre riserve di cibo... ma nessuno scatolone verrà rimpiazzato. Le provviste basteranno? Trasponendo: le risorse del pianeta basteranno a soddisfare i fabbisogni di tutti i suoi abitanti.

Esteticamente piacevoli e ricchi di contenuti sono i padiglioni di Arzebaijgian, Thailandia, Vanke, Polonia, Kuwait. Altrettanto belli ma un poco scarni sono gli Stati Uniti, Brasile, Inghilterra, Spagna.

Deludente il padiglione tedesco. La Germania, da subito, ha inviato i suoi operai per la realizzazione del padiglione di competenza dichiarando, polemicamente, che le maestranze italiane non sono affidabili. Con ambizione e precisione teutonica hanno consegnato addirittura in anticipo la struttura ultimata! E dunque ho voluto verificare questa blasonata scrupolosità dei "padroni" d'Europa; beh, assolutamente sotto le aspettative. Una coda sotto il sole, senza validi sistemi di refrigerazione o pensiline per l'ombra (altri padiglioni hanno meglio risposto all'emergenza-caldo di luglio); un vestibolo, poi, piccolissimo, per sorbirsi 5 minuti di spiegazione su come usare un cartoncino bianco! Cara Merkel, velocità non significa necessariamente qualità. Qualche piantina di rosmarino qua e là ed il padiglione è pronto. Esternamente, ad onor del vero, è molto bello. Ma rimane un contenitore vuoto e mal pensato. L'ideatore, poi, vede nell'involucro edilizio dei germogli che ricordano la campagna del paese in questione.... ci vuole davvero tanta fantasia... roba da architetti. Io lo sono, quindi non commento ulteriormente  😮 . Per concludere l'esperienza ci sarbbe stata anche la visione di uno spettacolo proiettato su schermo... ulteriore coda, in piedi, perchè pure il pavimento era particolarmente sudicio. Io ho lasciato perdere e mi sono fatta indicare l'uscita.

Ho accuratamente scelto di non visitare il padiglione Mc Donald e Coca Cola, un controsenso in piena regola considerando il fatto che si vuole educare la popolazione ad un'alimentazione più sana e consapevole. Il cibo spazzatura non ha proprio ragione di esserci: ecco dimostrato il potere dei soldi! Loro ci sono, onnipresenti.

E' un'esperienza che vi consiglio, se ne avete la possibilità. Rimane comunque un bel modo per osservare il "bestiario" del nostro pianeta, respirare un pò di architettura moderna, e tornare a casa con la sensazione che qualcosa di positivo ci sia rimasto: con la retorica non si mangia, con  un sano spirito critico si migliora, si impara, si insegna.

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